Borse di studio per ragazzi ipovedenti
Le “Case della Luce” sono scuole residenziali che accolgono bambini e ragazzi ciechi o con gravi difficoltà visive
In India dalla fine degli anni ’80, le suore della Congregazione Maestre Pie Venerini hanno avviato un impegno concreto per offrire assistenza e istruzione a bambini e ragazzi con gravi disabilità visive, realizzando due strutture dedicate: la prima, “Dipa Layam”, inaugurata nel 1990 ad Amminikkad (Kerala); la seconda, “Jyoti Niketan”.
Le “Case della Luce” sono scuole residenziali che accolgono bambini e ragazzi ciechi o con gravi difficoltà visive appartenenti, per la quasi totalità, alle famiglie povere dei villaggi più interni, famiglie che non hanno la possibilità di prendersi adeguatamente cura di loro.
Questi bambini troppo spesso rimangono chiusi nelle capanne, abbandonati, quasi nascosti, la disabilità è ancora sentita come una vergogna per la famiglia, la malattia viene ancora vista come un segno del castigo di Dio e il loro destino, la maggior parte delle volte è quello di vivere ai margini della società, e una volta cresciuti essere costretti, per sopravvivere, ad andare in strada ad elemosinare.
Per molti di loro, essere accolti in una “Casa della Luce” rappresenta l’unica opportunità di studio e, quando possibile, di ricevere cure. In numerosi stati dell’India, infatti, non esistono ancora politiche sociali o scolastiche efficaci per garantire l’inclusione di questi bambini.
Grazie all’impegno delle Maestre Pie Venerini, i bambini imparano lentamente a superare traumi e paure, trovano serenità, sviluppano sicurezza in sé stessi e acquisiscono autonomia. Scoprono le proprie inclinazioni personali e con il supporto della scuola, imparano a valorizzarle.
All’inizio seguono privatamente il programma della scuola primaria, perché molte scuole pubbliche, soprattutto in Assam, non sono attrezzate per accoglierli adeguatamente. Successivamente vengono iscritti a scuole private fino a completare la maturità; i più meritevoli infine, hanno l’opportunità di proseguire gli studi all’università.
Molti di questi ragazzi dimostrano fin da piccoli una particolare predisposizione per la musica: la disabilità visiva li porta a sviluppare e affinare gli altri sensi, e nelle “Case della Luce” la musica viene insegnata fin da subito come strumento di socializzazione. I ragazzi imparano a suonare sia strumenti tradizionali della loro terra, sia strumenti moderni, e attraverso la musica scoprono il valore di sé stessi e la propria capacità di esprimersi e comunicare.
Per alcuni di loro la musica diventa la professione della vita, altri trovano impiego nell’insegnamento, nell’industria o nell’artigianato, comunque si rendono indipendenti e finalmente pienamente accettati dalla società.
Per poter frequentare l’università, questi ragazzi hanno bisogno di un supporto economico che le loro famiglie non sono in grado di assicurare; le borse di studio coprono i costi dell’ostello in cui vivono, del materiale di studio, delle tasse universitarie e delle spese di viaggio.
Il contributo serve a coprire le spese di un anno per un gruppo composto da una ventina di giovani. Questi ragazzi mantengono sempre un legame con le Case delle Luce e sono di esempio e sprone per i più piccoli.
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Intervista ad un Musicista non vedente ex studente della Jyoti Niketan
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